Manuale del Mutualismo

Sommario

La situazione economico-sociale e politica italiana desta nel quadro europeo grande interesse e spunti di riflessione. L´Italia è zona di confine e tensione fra molteplici contraddizioni. Tesa fra l´Europa continentale e Mediterraneo è porta verso il continente Africano. All´interno della divisione del lavoro internazionale nell´Unione Europea il Bel Paese si colloca in una posizione intermedia. L´Italia si posiziona per struttura economica fra il centro produttivo tedesco e i paesi periferici dell´Europa orientale e meridionale ed è il punto di condensazione delle contraddizioni interne al progetto dell´Unione Europea. A quasi dieci anni dalla crisi europea del debito e con la successiva imposizione delle misure di austerità le contraddizioni endemiche si sono accentuate. Il divario fra Nord e Sud del Paese non è mai stato tanto accentuato, l´emigrazione di massa è tornata ad essere quasi l´unica alternativa per giovani e meno giovani lasciando interi territori nell´abbandono.

La disarticolazione e mortificazione del lavoro, la distruzione dei servizi pubblici e la continua erosione della ricchezza privata hanno impoverito le classi popolari del Paese. Questa difficile situazione rende il gioco facile per un ceto dominante che sconsideratamente sta fomentando una guerra fra poveri, aggravando la disgregazione sociale e soffiando sul fuoco della xenofobia. Mai come oggi l´immagine dell´Italia è quella di un Paese impoverito, depresso ed impaurito. L´atomizzazione della classe lavoratrice è arrivata a tal punto da renderla inerme e totalmente subalterna al ceto dominante? E da dove ripartire? La ricostruzione di un blocco sociale capace di articolare una voce autonoma, di organizzarsi e creare strutture di potere popolare è necessaria per rendere visibili e forti lotte ed istanze che altrimenti rimangono carsiche e disgregate.

In un contesto, per tanti versi simile a quello ottocentesco, le esperienze ed esempi del movimento operai dell´epoca di mutualismo ed organizzazione riaffiorano come strumenti utili da mettere a verifica nella pratica dell´oggi. L´ufficio di Bruxelles della Rosa-Luxemburg-Stiftung ha sostenuto quindi con entusiasmo l´idea dell´EX-OPG di creare questa raccolta di appunti sulle esperienze mutualistiche portate avanti dalle e dai militanti del centro sociale. L´idea di coniugare l´analisi con la descrizione delle strategie di lavoro e costruzione di processi collettivi ci è sembrata aderente alla necessità di ripartire dalla materialità dei rapporti di classe oggi in Italia.

Condividiamo pienamente anche l´ambizione di voler divulgare questa raccolta al di fuori dei grandi centri urbani. Per la particolarità della struttura produttiva italiana, fondata su medie e piccole imprese sparse sul territorio, la provincia, seppur sottotraccia, mantiene un ruolo fondamentale. Raccogliere degli spunti che possano essere ispirazione e magari di esempio per le tante e i tanti che proprio in questi territori marginalizzati vive e resiste è un passaggio ineluttabile. Infine, in una situazione descritta al di fuori dell´Italia spesso come drammatica e priva di prospettive riteniamo necessario dare voce a degli esempi che, sapendo che scorciatoie non ce ne sono, trasmettano coraggio e ottimismo. Come ci ricorda Gramsci, in questi tempi “quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio”.

Federico Tomasone
Project manager, Rosa-Luxemburg-Stiftung, Ufficio di Bruxelles

EX OPG JE SO´ PAZZO

Siamo persone comuni, siamo come te. Ci svegliamo la mattina per studiare, lavorare o cercare lavoro, abbiamo famiglia e amici e lavoriamo duro ogni giorno per tirare a campare e conquistarci un futuro. Abbiamo deciso di riprenderci un posto vuoto nel cuore di Napoli, nel quartiere Materdei, per renderlo di nuovo vivo e usufruibile da chiunque abbia voglia di mettersi in gioco e cambiare le cose.

Je so’ pazzo è il nome che abbiamo scelto, perché in un mondo dove la normalità è fatta da disoccupazione, precarietà, discriminazioni razziali e di genere e chi più ne ha più ne metta, vogliamo dichiararci pazzi anche noi come Pino Daniele, e osare organizzarci per riprendere parola e costruire dal basso un’alternativa al mondo grigio e disperato che vediamo quotidianamente. Se la normalità è così tragica, noi saremo pure pazzi, ma di certo siamo convinti di riuscire, tutti insieme, a rivoluzionare questa città, questo paese, questo mondo!

Per maggiori informazioni: www.jesopazzo.org

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